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Il Pastore Australiano (di Marula Furlan)



CHI E' IL PASTORE AUSTRALIANO

Non è ancora chiara l’origine di questa razza. Di certo si sa che ci furono gruppi di immigrati che nel diciannovesimo secolo dai paesi baschi raggiunsero gli Stati Uniti e l’Australia, e poi dalla stessa Australia di nuovo si spostarono verso gli Stati Uniti. E' dai cani che accompagnarono le rotte di queste persone che è nata la razza come la si conosce oggi la cui selezione si è svolta, nonostante il nome possa trarre in inganno, solo ed esclusivamente negli Stati Uniti.
Compagni irrinunciabili della vita negli sterminati ranch americani si sono da subito distinti per l’attitudine al lavoro con le mandrie e i vitelli e per la guardia, dimostrando un grande equilibrio nel rapporto con gli altri animali e i bambini soprattutto.
Per le loro doti cominciarono ad essere impiegati al di fuori del lavoro nei ranch soprattutto all’interno delle manifestazioni legate al mondo dei cavalli e dei rodei, dove si esibivano nella conduzione delle mandrie e in esercizi volti ad esaltarne le doti d’apprendimento.

I PUNTI FORTI

Gli Aussies (l’appellativo con cui viengono chiamati negli States) sono cani molto intelligenti con una pronunciata attitudine al lavoro. Hanno un forte istinto alla conduzione (soprattutto dei vitelli con i quali il lavoro è più “fisico” rispetto a quello con le pecore) e alla guardia. Sono versatili e facili da lavorare rispondendo con stile ed entusiasmo dimostrando una forte tenacia.
Sono riservati (non timidi) con gli estranei ma MAI aggressivi né con l’uomo né nei confronti di altri cani, siano essi maschi o femmine. Viene anche chiamato “il cane che ride” per la sua particolare capacità espressiva di mostrare i denti a mò di “ghigno” per farsi perdonare o come invito al gioco, atteggiamento che non ha in sé nulla di aggressivo e che non deve essere male interpretato.
Esteticamente è un cane dal movimento caratteristico. Molto elegante e appariscente soprattutto per il gran numero di colorazioni ammesse (può essere tricolore o merle nelle versioni nere o rosse con tutte le sfumature del caso) soprattutto negli occhi ammessi in blu, marroni e ambra, in tutte le varianti e le combinazioni.
E' un cane che nonostante l’energia si adatta benissimo a vivere in casa, a patto di potersi poi anche muovere o lavorare. Poco diffuso tra gli appasionati di sport cinofili italiani, si distingue soprattutto negli Stati Uniti in obedience, in flyball, nel frisbee, nella conduzione, e in tutti gli sport legati alla cinofilia. Dimostra particolare pazienza nella pet terapy e particolare tenacia nella lavoro di ricerca. Sono cani molto “fisici” che amano il contatto con il proprietario, soprattutto nel gioco, ma sanno nello stesso tempo essere molto delicati con i bambini con i quali instaurano rapporti strettissimi e nei confronti dei quali si sentono responsabili.
Se inseriti da subito nel nuovo gruppo familiare sono ottimi compagni per qualsiasi altro animale di casa.

I PUNTI DEBOLI

Si dimostrano, se non stimolati nella maniera corretta da cuccioli, a volte testoni e non troppo flessibili; se gli viene insegnata una cosa tendono a prenderla decisamente alla lettera.
Per il loro innato istinto alla guardia si dimostrano tendenzialmente abbaiosi.
Pur essendo un cane equilibrato mantiene un certo istinto predatorio legato al lavoro di conduzione che può spingerlo a predare gli altri animali di casa, è quindi opportuno inserire il nuovo cucciolo appena portato a casa, nel gruppo.
Tende a chiudersi senza però diventare mai reattivo se ci si relaziona in maniera prepotente.
L'Aussie e' comunque un cane con un alto livello di energia e quindi non si presta ad una vita sedentaria. Se non impegnato nel lavoro o in una buona attività fisica tende a chiudersi in se stesso e impigrirsi.
Vengono considerate malattie ereditarie legate alla razza la displasia dell’anca e del gomito, le oculopatia ereditarie quali il CEA, il PRA, e il coloboma dell’iride; è importante quando andate ad acquistare il vostro cucciolo che chiediate informazioni relative allo stato di salute dei genitori.

EDUCARE IL PASTORE AUSTRALIANO

Come per qualsiasi cucciolo, anche per l’Australian è importante ricevere un’educazione fin dai primi mesi.
Particolare a cui bisogna prestare attenzione, per evitare spiacevoli situazioni quando il cane sarà adulto (visto il suo carattere tendenzialmente diffidente), è la socializzazione del cucciolo con le persone e con gli altri cani e animali in genere.
Anche se vivete in mezzo alla campagna, è importante che il cane impari a muoversi in città, in mezzo ai bambini e che si relazioni con altri cani di diverso sesso ed età.
Dovrete essere sempre particolarmente coerenti con il vostro cucciolo, non picchiatelo e non aggreditelo mai verbalmente o fisicamente se non volete che si chiuda in se stesso.
Stimolate il votro cucciolo alla reattività proponendovi fisicamente e non staticamente durante il gioco: gli Aussies amano essere spinti e giocare usando la bocca, quindi è una buona idea proporrre loro straccetti o salamotti da addentare fermando il gioco a comando PRIMA che il cane vada in ipereccitazione per poi subito riproporsi in maniera invitante.
Non inibite le inizaitive del cucciolo durante il gioco, piuttosto indirizzatele.

ADDESTRARE IL PASTORE AUSTRALIANO

A differenza di altre razze con attitudine al lavoro, il cucciolo di Australian ha bisogno di vivere la propria “infanzia” senza essere messo troppo sotto pressione, soprattutto nel lavoro; è quindi importante proporsi in maniera chiara e non eccedere mai nella durata delle sezioni di lavoro: “poche cose ma buone” è l’atteggiamento che dobbiamo assumere nell’approccio all’addestramento di un cucciolo di Aussie.
Contemporaneamente è importante vista le loro testardaggine, proporre stimoli chiave che torneranno utili in seguito durante la fase avanzata dell’addestramento. E' quindi opportuno stimolarli da subito all’interesse nei confronti della pallina o del cibo, da utilizzare poi come rinforzo, e prestare particolare attenzione allo stimolo della reattività.
Nell’ Agility ottiene ottimi risultati grazie alla sua innata capacità di “girare stretto” e al suo particolare movimento che gli consente di cambiare velocemente direzione anche attraverso scatti fulminei sul posto (atteggiamento che utilizza nel lavoro con i vitelli che tendono a muoversi facendo dei finti scatti in diverse direzioni per disorientare “l’aggressore”). Nonostante questo resta un cane più facile da gestire in questa disciplina rispetto ad altre razze perché, grazie allo strettissimo legame che instaura con il proprietario difficilmente prende iniziative, anzi tende a rimanere in costante collegamento con il conduttore.
Ottimo cane da tracce e da ricerca si dimostra particolarmente portato per l’ Obedience, disciplina che impegna sia il conduttore che il cane a livello di concentrazione.
In Germania e negli States viene impegnato con successo anche nello schutzhund.


La genetica:




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